Liposcultura

Otre all’utilizzo di sostanze vasocostrittrici per limitare le perdite ematiche, la chirurgia estetica ha fatto ulteriori passi avanti e le moderne tecniche di liposuzione prevedono anche l’impiego da parte del chirurgo plastico di cannule più sottili (microcannule, 1 – 2,5 mm) per aspirare il grasso. Tali nuove cannule chirurgiche permettono al professionista di lavorare “di fino” quasi di scolpire il corpo ecco perché si è arrivati alla definizione di liposcultura (scoprendo che altro non è che una liposuzione eseguita con strumenti diversi idonei ad operare in zone del corpo che richiedono una maggiore precisione di quella consentita in precedenza).

Volendo addentrarci maggiormente in quelle che sono le peculiarità della liposcultura senza però perderci tra tecnicismi e definizioni mediche, possiamo sicuramente affermare che quest’ultima tecnica permette di modellare il corpo andando ad aspirare anche modeste quantità di grasso proprio la dove è necessaria tale rimozione. Lo strato più superficiale di grasso, quello che per intenderci resta a più o meno 1 cm dalla cute, era zona “off limit” per le tecniche di liposuzione precedente poiché c’era il rischio concreto di aspirare un’eccessiva quantità di adipe e quindi di creare depressioni e avvallamenti, in una parola sola: ondulazioni della pelle a causa dell’irregolarità della quantità del materiale adiposo sottostante.

A questo punto chi legge potrebbe essere tentato di saltare alla conclusione che, dovendo sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica per eliminare il grasso in eccesso localizzato, è preferibile rivolgersi ad un chirurgo plastico che pratichi la liposcultura piuttosto ché la liposuzione classica. Beh, non è proprio così. A tale affrettata conclusione il chirurgo plastico e medico estetico dott. Clemente Zorzetto, presente a Padova, Milano, Roma, Bologna, Londracontrappone sempre la sua esperienza in sala operatoria ed il suo personale modo di interpretare ed utilizzare le distinte procedure di chirurgia e medicina estetica che lo hanno reso popolare soprattutto tra i personaggi dello spettacolo per gli ottimi risultati estetici raggiunti.
Volendo descrivere il punto di vista del Dott. Clemente Zorzetto possiamo rifarci ad un esempio piuttosto esplicativo: immaginiamo di essere difronte ad una vasca piena di acqua, avendo il compito di svuotarla utilizzando a scelta due soli strumenti: una spugna ed un secchiellino, è ovvio che quest’ultimo sarà il mezzo scelto fin tanto che la vasca conterrà sufficiente liquido. Quando si tratterà di rifinire il lavoro andando ad asciugare l’acqua depositata sul fondo (magari anche molto esteso) è altrettanto ovvio che la spugna prenderà il posto del secchiellino poiché quest’ultima risulterà maggiormente adatta a raggiungere ed assorbire i residui rimasti. Operando con questa sequenza ed alternanza di mezzi si raggiungono due obiettivi ovvero di essere veloci ed efficaci.

Tornando all’intervento di chirurgia plastica di liposuzione, il chirurgo estetico preparato e d’esperienza deve valutare le condizioni di partenza in funzione anche dei risultati richiesti e raggiungibili ed individuare le tecniche migliori da adottare arrivando anche ad utilizzarne più di una. Utilizzare cannule molto sottili proprie della liposcultura la dove si renda necessario aspirare un’importante quantità di cellule adipose, costringe il chirurgo a trattenere la paziente in sala operatoria per un tempo molto prolungato rispetto alla tempistica necessaria per eseguire la stessa operazione con cannule di dimensioni maggiori.
La lunga permanenza in sala operatoria è solo uno dei fattori che devono essere tenuti in considerazione poiché ne esistono altri altrettanto importanti quale ad esempio la quantità di anestesia che la paziente dovrà sopportare (con tutti i rischi calcolati che questa comporta) e smaltire nell’immediato post liposuzione.

Concludendo, possiamo dire che è facile (ma non serio e professionale) scrivere slogan chiassosi su riviste e siti Internet nel tentativo di spacciare tecniche chirurgiche di liposuzione come assolutamente nuove e rivoluzionarie quando non lo sono affatto nel tentativo di carpire (in mala fede) la fiducia di potenziali pazienti che sempre più spesso vengono visti come clienti e nulla più.