Rinoplastica: rischi e complicanze

Percentualmente il rischio più elevato è innescato proprio dall’insoddisfazione dei risultati estetici raggiunti dopo la rinoplastica. In alcuni casi si tratta di modeste imperfezioni che possono tranquillamente essere “aggiustate” in sede ambulatoriale procedendo con ritocchi in anestesia locale (vedi ad esempio “rinoplastica non chirurgica“).
In altri casi, invece, l’intervento male programmato e portato a temine nel modo più sbagliato, lascia il /la paziente un’unica soluzione ovvero quella di cominciare il lungo iter di ricerca di informazioni tramite amici, conoscenti ed Internet per cercare un nuovo chirurgo estetico per poi sottoporsi ad una rinoplastica secondaria (un vero e proprio nuovo intervento a cui, nel peggiore dei casi, non si potrà richiedere la perfezione ma solo di migliorare i danni estetici subiti).

  •  Rischi di irregolarità
    Per aumentare, ad esempio, la prominenza della punta del naso, in sede di rinoplastica, il chirurgo estetico utilizza degli innesti cartilaginei che, se non effettuati con perizia, possono dislocarsi e creare irregolarità.
  • Rischi di naso a trampolino
    Questa complicanza si verifica quando il chirurgo estetico ha la necessità di abbassare il dorso del naso ma nel farlo non tiene in considerazione gli effetti che tale modifica implica nella posizione della punta che tenderà verso l’alto creando quindi una sorta di trampolino.
  • Rischi di caduta della punta
    Probabilmente alcuni hanno sorriso leggendo che la punta del naso può “cadere” a seguito di rinoplastica ma se tale complicanza si verifica i soggetti che la subiscono non sono proprio dell’umore giusto per riderci sopra. Durante la settoplastica la struttura osteo-cartilaginea del setto deve essere rimodellata anche asportandone una parte, tale operazione potrebbe togliere sostegno alla punta del naso che tenderebbe quindi a rivolgersi verso il basso (ecco perché si dice “caduta della punta”).
  • Rischio di aumentare la deviazione del setto nasale
    Una rinoplastica eseguita male non provoca “solo” il mancato raggiungimento dell’estetica desiderata bensì, può causare danni anche funzionali come ad esempio accentuare la deviazione del setto nasale quindi un peggioramento della respirazione del/la paziente con tutte le conseguenze del caso.
  • Rischio di sanguinamento.
    Oggigiorno il cospicuo sanguinamento in sala operatorio è solo un lontano ricordo ed i tamponi nasali posizionati al termine della rinoplastica e rimossi, nella maggior parte dei casi, il giorno seguente, aiutano a non incorrere in tale rischio nella fase immediatamente successiva all’intervento di rinoplastica. Nonostante tali precauzioni però, i vasi sanguigni che irrorano la piramide nasale sono stati stressati ed indeboliti (quando non recisi) dalle procedure chirurgiche di rinoplastica, è opportuno quindi mantenere comportamenti tali da non sollecitare le pareti esterne del naso ed ad evitare il più possibile colpi accidentali che potrebbero causare nuovamente il rischio della ripresa del sanguinamento.
  • Rischio di gonfiore e lividi.
    In alcuni soggetti particolarmente delicati dal punto di vista cutaneo il gonfiore post-rinoplastica potrebbe perdurare per un periodo più lungo del normale (10 giorni) così come i lividi circoscritti alla zona immediatamente sotto gli occhi. Nel caso che tali rischi si concretizzino è bene informare il medico che provvederà a monitorarne costantemente il decorso e ad intervenire nei modi che il caso in esame potrebbe richiedere.