La visita dal chirurgo

Dopo aver passato in esame le cause anche congenite che portano alla formazione di cute in eccesso sulle palpebre superiori e delle classiche “borse sotto gli occhi” quindi ad un appesantimento dello sguardo altrimenti definito “sguardo dall’aria stanca”, è giunto il momento di descrivere agli interessati all’intervento di chirurgia estetica di blefaroplastica, le varie fasi della visita pre-operatoria, quali sono le domande più frequentemente poste dai pazienti e quali dovrebbero essere le spiegazioni che ogni chirurgo estetico dovrebbe fornire senza dimenticare di informare i candidati dei potenziali rischi o complicanze legati all’intervento di blefaroplastica stesso.

Il Dr. Zorzetto è solito iniziare la visita ascoltando le motivazioni che spingono le/i pazienti a voler “rinfrescare” il loro sguardo, ad eliminare la cute in eccesso quindi cadente ed a sottoporsi a blefaroplastica per far sparire una volta per tutte le antiestetiche borse sotto gli occhi.
Dalle motivazioni si passa alla descrizione degli obiettivi che si desidera raggiungere in modo tale che il Dott. Zorzetto possa informare il paziente sui risultati effettivamente raggiungibili con l’aiuto della chirurgia estetica.
Il chirurgo passa quindi ad esaminare lo stato in cui si trova la regione perioculare del candidato, il grado di rilassatezza e la quantità di cute in eccesso che ricopre le palpebre nonché la quantità di adipe che è la causa principale della formazione delle classiche borse.
E' necessaria una lunga esperienza maturata in sala operatoria per valutare attentamente la quantità di tessuto da eliminare e la quantità di adipe da asportare affinché l’intervento non inneschi il rischio di asimmetria ovvero che un occhio risulti più o meno “aperto” o “ringiovanito” rispetto all’altro a seguito di blefaroplastica.
Tali valutazioni non hanno solo lo scopo di prevenire l’asimmetria che possiamo definire limitata al solo lato estetico ma anche di prevenire, nel caso di eccessivo utilizzo del bisturi, il rischio che il paziente, dopo l’intervento, non possa chiudere completamente l’occhio (situazione che a lungo andare causerebbe ulcerazioni e difetti visivi molto seri).
Oltre a quelli citati, vi sono altri fattori che vengono presi in considerazione come ad esempio l’età della paziente che non sempre è strettamente connessa con il grado di elasticità della pelle della stessa, eventuali problemi legati alla cicatrizzazione riscontrati in interventi effettuati in passato, le fattezze e le proporzioni del viso poiché lo scopo principale di questo intervento non è quello di stravolgere la fisionomia del paziente bensì quello di riportare indietro le lancette del tempo senza svelare il ricorso alla mano del chirurgo estetico.
Una volta terminata l’anamnesi oggettiva dello stato della parte da trattare, vengono prescritti esami clinici da effettuare prima della blefaroplastica per eliminare la possibilità di allergia al farmaco anestetico utilizzato in sala operatoria.
Prima di congedare il candidato il Dr. Clemente Zorzetto è solito descrivere le linee guida delle procedure chirurgiche che ha intenzione di adottare nel caso specifico e di rispondere agli eventuali quesiti che la chiacchierata informativa possa aver ingenerato in coloro che desiderano uno sguardo più giovane e fresco.