Il chirurgo plastico, dopo la visita preliminare e di fronte ad una particolare sottigliezza della pelle della paziente, potrebbe decidere di portare a termine l’intervento di chirurgia estetica di mastoplastica additiva utilizzando il posizionamento della protesi direttamente sotto il muscolo pettorale (posizionamento sottomuscolare o retromuscolare) a differenti profondità (retropettorale parziale o totale).
Uno strato cutaneo molto sottile potrebbe, infatti, disegnare i bordi delle protesi e quindi renderle maggiormente visibili. Altro fattore da tenere in considerazione è quello della percettibilità al tatto che risulterebbe aumentata proprio dallo scarso spessore della pelle.
La caratteristica appena descritta è da tenere presente anche quando la paziente desideri un aumento del seno maggiore di 2 o più taglie quindi in situazioni di mastoplastica additiva con protesi più voluminose che necessitano di uno strato di pelle maggiore per essere meglio nascoste.
In termini di misure è bene ricordare che la maggior parte delle paziente desidera una terza misura di seno e solo una sparuta minoranza ricorre alla chirurgia estetica per arrivare alla quarta misura od addirittura alla quinta.
La mastoplastica additiva con posizionamento sottomuscolare delle protesi, oltre ad essere indicata in situazioni di sottigliezza del tessuto mammario con o senza impianti voluminosi ed a ridurre la percettibilità al tatto nonché la visibilità di questi ultimi, presenta altri vantaggi come ad esempio:

Vantaggi

  • riduce sensibilmente il rischio di contrattura capsulare e/o, nel caso in cui questa si verifichi, ne minimizza la visibilità;
  • maggiore semplicità per eseguire l’esame di mammografia; 
  • riduce il rischio di rotazione delle protesi di forma anatomica (a goccia);
  • minimizza l’incidenza di pieghe o rugosità propriamente chiamate Rippling e Wrinkling;

come tutte le altre tecniche chirurgiche utilizzabili durante la mastoplastica additiva descritte in questa stessa pagina, accanto ai vantaggi è doveroso evidenziare, sempre in linea generale, i relativi svantaggi che riportiamo di seguito:

Svantaggi

  • in funzione del posizionamento retromuscolare ed in situazioni di contrattura del muscolo stesso, le protesi potrebbero subire la modifica della propria forma rivelandone la presenza;
  • con il passare del tempo è possibile che si assista allo spostamento delle protesi verso l’esterno con conseguente aumento dello spazio tra l’una e l’altra in prossimità dello sterno (centro del torace);
  • il decorso post-operatorio può necessitare di più tempo rispetto ad altri posizionamenti (soprattutto quello retromammario);