Rinoplastica secondaria

Con la definizione rinoplastica secondaria si intende un vero e proprio nuovo intervento di chirurgia estetica al naso e lo si pone in essere allo scopo di risolvere i problemi estetici e/o funzionali provocati o non corretti dalla rinoplastica precedente.
Il naso è una parte anatomica relativamente piccola e molto complessa nella sua struttura per questo motivo necessita da parte del chirurgo estetico di un’approfondita preparazione documentale, di una visita preparatoria molto accurata, di una lunga esperienza in sala operatoria e di uno spiccato senso estetico; quando una di queste componenti viene meno la rinoplastica può produrre, da una parte, risultati non soddisfacenti dal punto di vista estetico (vedi ad esempio cicatrici troppo visibili o il classico “naso a trampolino”) dall’altra potrebbe non risolvere o, in casi estremi, causare problemi funzionali come ad esempio peggiorare una già compromessa situazione di partenza di setto nasale deviato.
Negli ultimi anni il Dott. Clemente Zorzetto ha visto costantemente crescere le richieste di rinoplastica secondaria ed oggi questo tipo di intervento di chirurgia estetica del naso costituisce un buon 25% della sua casistica personale.
In generale, l’intervento di rinoplastica secondaria è molto più delicato rispetto alla prima rinoplastica e presenta maggiori difficoltà poiché il chirurgo estetico deve lavorare su una struttura nasale già manipolata nel precedente intervento che ha comportato la modifica della stratificazione dei tessuti del naso ed in alcune circostanze il precedente operatore può erroneamente aver asportato una quantità in eccesso di osso e/o cartilagine.
Il Dott. Zorzetto è solito ricordare una legge non scritta della chirurgia estetica del naso che si impara con l’esperienza in sala operatoria e cioè che procedendo con la rinoplastica (secondaria o primaria che sia) è sempre più facile togliere porzioni di osso o cartilagine che aggiungerle senza contare che in nasi operati più volte il punto classico da cui attingere materiale, ovvero il setto nasale, può esserne sprovvisto quindi si deve ricorrere alla conca auricolare o, addirittura, alla cartilagine del costato (si parla di cartilagine autologa ovvero dello stesso paziente).
La rinoplastica secondaria potrebbe anche “costringere” il chirurgo estetico ad adottare approcci differenti rispetto a quelli di prima scelta e che non avrebbe considerato per risolvere il problema in esame se preso in tempo ovvero durante la prima rinoplastica (fatta salva, comunque, la garanzia del successo del secondo intervento). Per non stare sul vago possiamo dire che, a volte, una rinoplastica chiusa riuscita male potrebbe impedire al medico di utilizzare la stessa tecnica dirottandolo su quella aperta per rimediare ai danni del precedente intervento di chirurgia estetica del naso e portare a termine con successo i miglioramenti richiesti alla rinoplastica secondaria.
Il Dr. Clemente Zorzetto precisa che anche con il naso già peggiorato da un intervento di rinoplastica è possibile ottenere notevoli risultati estetici e/o funzionali ma è bene che il momento della visita preparatoria serva anche alla più chiara comprensione tra il chirurgo estetico e il/la paziente in modo che quest’ultima sia perfettamente a conoscenza dei risultati oggettivi raggiungibili prima di recarsi nella clinica di chirurgia estetica scelta per affrontare la rinoplastica secondaria.
Ulteriore precisazione/consiglio che è doveroso dare è che, se non fatto la prima volta, al secondo tentativo il/la paziente è bene che si assicuri di affidarsi ad un chirurgo estetico dalle comprovate capacità poiché la rinoplastica secondaria deve essere posta in essere da un medico esperto altrimenti il peregrinaggio di medico in medico potrebbe continuare. E’ diritto quindi della candidata chiedere al professionista la casistica da quest’ultimo già affrontata (anche a mezzo di fotografie di prima e dopo rinoplastica) ed è dovere del medico specificare bene, in maniera chiara e comprensibile, in cosa la rinoplastica secondaria dell’attuale paziente potrebbe essere simile a quelle già trattate ed in cosa, invece, se ne discosta poiché dobbiamo sempre ricordarci che ogni intervento chirurgico, ancorché apparentemente uguale a quello già affrontato con successo da parenti od amici, è unico ed irripetibile.
Da ultimo, ma non per importanza, il Dott. Zorzetto ricorda che il naso, oltre al fattore estetico, è deputato a funzionalità importanti quali l’olfatto, l’umidificazione dell’aria che respiriamo etc.… la rinoplastica secondaria può essere la soluzione da adottare per un naso già operato, magari anche con successo dal punto di vista prettamente estetico, ma che continua a “lavorare” male dal punto di vista funzionale causando notevoli disagi respiratori al paziente (uno di questi problemi potrebbe essere il russare notturno).