Otoplastica, correzione orecchie a ventola

La otoplastica (detta anche chirurgia estetica delle orecchie o auricoplastica) è l’intervento di chirurgia plastica che permette di correggere l’imperfezione delle orecchie a ventola (a sventola o dismorfia), rimodellarne la forma e le dimensioni.
Chirurgia plastica delle orecchie e orecchie a sventola sembra un connubio inscindibile, ormai radicato nell’opinione pubblica, la causa di tale anomalia è imputabile essenzialmente a due fattori: il primo è detto ipertrofia della conca auricolare che si trova proprio accanto al foro auditivo e determina la rotazione delle orecchie verso l’esterno. La seconda causa può essere la mancata o insufficiente formazione della piega dell’antelice che consiste nella naturale piega della cartilagine che corre parallelamente lungo il bordo dell’orecchio e che normalmente permette a questo di rimanere vicino al capo.
Il Dott. Clemente Zorzetto tiene a precisare che l’otoplastica non si ferma alla “semplice” correzione chirurgica delle orecchie troppo prominenti o pronunciate/sporgenti ma rappresenta la soluzione estetica anche per altri problemi sia di natura congenita (lobi delle orecchie troppo larghi o lobi troppo lunghi) che sopravvenuta come ad esempio la fessurizzazione del lobo causata dall’orecchino (o più in generale post trauma).
Le orecchie a sventola possono cominciare a costituire un serio problema sin dall’infanzia a causa dei continui “sfottò” dei compagni di scuola o di giochi per poi trasformarsi in veri e propri complessi nella difficile fase adolescenziale capaci di minare pesantemente la stima in se stessi e quindi anche e soprattutto le relazioni sociale proprio nel periodo in cui queste sono già di per se difficili ed in fase sperimentale.
La otoplastica od altrimenti detta chirurgia estetica delle orecchie può porre fine al complesso delle orecchie a sventola in età matura oppure impedire fin dall’inizio che tali complessi comincino a radicarsi e rovinare la vita sociale di un individuo intervenendo tempestivamente in giovanissima età.

Approfondimenti

Durante la visita che precede l’intervento di chirurgia estetica della otoplastica, il Dott. Clemente Zorzetto valuta attentamente il tipo di difetto da correggere e, nel caso di orecchie a sventola, ne individua la causa tra quelle possibili (ipertrofia della conca auricolare e/o insufficienza o assenza della piega dell’antelice) per preventivare e descrivere al paziente la tecnica chirurgica da adottare in funzione del caso da trattare.
E’ molto importante che proprio durante la visita pre-otoplastica il candidato esponga al chirurgo i risultati estetici che desidera ottenere per permettere al medico di valutare il giusto grado di correzione da apportare alle orecchie del richiedente in base alla fisionomia del viso di quest’ultimo e delle relative proporzioni.
In sede di visita il Dott. Zorzetto decide se intervenire su entrambe le orecchie (difetto bilaterale) oppure su una sola nel caso in cui l’imperfezione da correggere tramite otoplastica riguardi un solo orecchio (difetto monolaterale) o, addirittura, se utilizzare tecniche differenti per ciascun orecchio. A tale proposito c’è da dire che, anche in condizioni “normali”, i padiglioni auricolari e la protrusione delle orecchie non sono mai assolutamente simmetriche quindi aspettarsi che lo siano dopo l’intervento di otoplastica rappresenta un risultato innaturale anche se raggiungibile.
Il Dott. Clemente Zorzetto, durante la visita pre otoplastica, cerca anche il giusto compromesso per quanto riguarda l’aspetto riguardante l’anestesia da impiegare una volta in sala operatoria (anestesia locale, con o senza sedazione od anestesia generale – più indicata nei giovanissimi pazienti -).
La visita si conclude con una sorta di decalogo di regole a cui il paziente dovrà attenersi nel periodo post otoplastica al fine di favorire la guarigione e la corretta cicatrizzazione delle ferite.
L’anestesia locale è il tipo di anestesia più utilizzato per portare a termina la otoplastica ovvero, una volta in sala operatoria si procede con micro iniezioni di anestetico per addormentare la parte interessata (orecchio, conca cartilaginea e la zona tra l’attaccatura dell’orecchio ed il capo) ed eliminare ogni percezione di dolore al paziente.
Utilizzando l’anestesia locale il paziente resterà cosciente e vigile, situazione questa che può procurare agitazione ai più ansiosi.
Per evitare esperienze spiacevoli ai soggetti più sensibili, il Dott. Clemente Zorzetto procede con l’otoplastica dopo che l’anestesista abbia praticato l’anestesia locale unitamente a sedazione (più o meno profonda) così da portare il candidato in uno stato di dormiveglia e rilassatezza.
L’anestesia generale è solitamente riservata ai pazienti più piccoli ovvero adolescenti o bambini e solo per una mera questione di gestibilità delle possibili situazioni e, quindi, dei pazienti stessi.
A scanso di potenziali rischi o complicanze intra o post-otoplastica derivanti da allergie od intolleranze al farmaco anestetico, il chirurgo specializzato in anestesia e rianimazione che assiste il Dott. Zorzetto anche in sala operatoria effettuerà tutti gli esami del caso prima dell’intervento di chirurgia estetica delle orecchie.
Non avendo la presunzione di elencare e descrivere qui tutte le tecniche chirurgiche adottabili per portare a termine l’intervento di chirurgia estetica di otoplastica essendo così certo di annoiare terribilmente tutti coloro che cercano informazioni chiare poiché decisi ad affrontare definitivamente il loro problema estetico legato alle orecchie, il Dott. Clemente Zorzetto desidera ugualmente produrre, di seguito, alcune linee guida circa le tecniche chirurgiche legate all’otoplastica che possano facilitare la comprensione, anche ai non addetti ai lavori, di ciò che avviene in sala operatoria.
Qualora, in sede di visita, la causa delle orecchie a sventola sia stata individuata nella ipertrofia della conca (ovvero un eccesso di sviluppo della cartilagine) la tecnica chirurgica da adottare è quella di incidere nella parte posteriore dell’orecchio dove quest’ultimo è più vicino al capo, asportare la quantità in eccesso di cartilagine della conca causa della protrusione delle orecchie e suturare i lembi.
Dove, invece, la sporgenza delle orecchie sia dovuta alla totale mancanza od insufficiente formazione della antelice, il Dott. Clemente Zorzetto procede creando manualmente tale curvatura della cartilagine mantenendola tramite suture di trazione.
Riguardo all’ultima indicazione, c’è da segnalare una diversità di scuole di pensiero negli ambienti di chirurgia estetica: ci sono medici che aggiungono alla tecnica chirurgica sopraindicata, l’incisione della cartilagine (allo scopo di indebolirla ed evitare così casi di recidiva) e la successiva trazione a mezzo suture mentre altri non ravvisano la necessità di tale incisione.
Il Dott. Clemente Zorzetto preferisce decidere la tecnica da impiegare caso per caso ed in base alle reali necessità non essendo per natura incline ad assecondare, a prescindere, scuole di pensiero di sorta ed essendo bensì più che incline ad assecondare le aspettative del paziente nel pieno rispetto della sua salute e lungimirante nel prevedere ed eliminare ipotesi di recidiva.
Le cicatrici postume o programmate derivanti da otoplastica sono una delle preoccupazioni principali dei pazienti ed anche del Dott. Zorzetto stesso. Le cicatrici prodotte dalle tecniche chirurgiche proprie della otoplastica sono totalmente invisibili poiché posizionate nella piega formata dell’attaccatura delle orecchie al capo in posizione retroauricolare quindi non visibili.
Tale posizione delle cicatrici dovute a otoplastica lascia gli uomini liberi di scegliere la lunghezza dei capelli (perché no, anche rasati completamente) e le donne di adottare acconciature che lasciano le orecchie in vista senza il timore di rivelare antiestetiche testimonianze di interventi chirurgici.
L’otoplastica effettuata su giovanissimi comporta ancora meno problemi soprattutto di cicatrici poiché nella fase puberale il processo cicatriziale è, in genere, estremamente veloce, la pelle molto elastica e la capacità cellulare di rigenerarsi al culmine delle sue potenzialità (tali caratteristiche unitamente all’aspetto psicologico, indicano inequivocabilmente un netto favore per l’otoplastica eseguita in giovane età piuttosto che in quella più matura).
Come nelle altre sezioni del sito dedicate alle cicatrici, è utile ricordare che ci sono comportamenti che favoriscono la formazione delle cicatrici ed altri che, invece, le ritardano o ne complicano la formazione. Il fumo, ad esempio, non aiuta poiché diminuisce la quantità di ossigeno apportata ai tessuti quindi si consiglia di diminuire sensibilmente il numero di sigarette sia prima che dopo otoplastica.
Il periodo di guarigione post otoplastica è assai breve e, in generale, possiamo dire che è caratterizzato da un leggero fastidio alle orecchie ed un modesto gonfiore delle stesse.
Al termine dell’intervento chirurgico di otoplastica il Dott. Clemente Zorzetto applica un bendaggio attorno alla testa del paziente per coprire e proteggere le orecchie da urti accidentali e/o sfregamento. Tale bendaggio non dovrà essere bagnato (durante bagno o doccia) e sarà rimosso durante la prima visita post-otoplastica.
Se nei primi giorni immediatamente successivi all’intervento di chirurgia estetica alle orecchie i pazienti particolarmente sensibili dovessero accusare una sorta di fastidio/dolore, tali sintomi sono facilmente contrastabili attraverso la somministrazione di farmaci analgesici.
La normale attività potrà essere ripresa, in genere, dopo la prima settimana post intervento ed i punti di sutura tolti dopo circa 10 giorni.
Per le prime settimane dopo la otoplastica il bendaggio è sostituito da una fascia elastica che dovrà essere portata 24 ore su 24 e successivamente solo di notte per prevenire movimenti accidentali che potrebbero causare fastidio o dolore al paziente.
I rischi legati all’otoplastica sono assai ridotti e si manifestano altrettanto raramente poiché la chirurgia estetica delle orecchie è considerata una tra le più facili dal punto di vista meramente tecnico e meno cruenta di altre procedure chirurgiche.
Un intervento chirurgico è pur sempre un intervento e come tale non può e non deve essere considerato privo di potenziali rischi e complicanze.
Di seguito il Dott. Clemente Zorzetto desidera produrre un elenco di rischi connessi alla otoplastica dei quali il candidato sarà messo a conoscenza direttamente dal chirurgo estetico in sede di visita pre-otoplastica.
  • Rischi di Sanguinamento
Il rischio di sanguinamento può verificarsi nell’immediato post-otoplastica (primo giorno) ed è sufficiente sostituire i bendaggi per tenere pulite le ferite.
  • Rischi di infezioni
Il rischio di infezioni dopo un intervento chirurgico in generale ed estetico in particolare è sempre in agguato e nel caso si verifichino sono, di norma, facilmente contrastabili utilizzando terapie antibiotiche.
  • Rischi di ematomi
Il rischio di ematomi nella otoplastica è assai remoto ma nel caso in cui si manifesti una raccolta di sangue tra la cartilagine e la cute sarà sufficiente drenare la parte (ponendo in essere manovre di compressione per favorire lo spurgo) e sostituire i bendaggi. Ancora più raramente si arriva a dover riaprire le suture per liberare le parti dal ristagno ematico.
  • Cicatrizzazione non ottimale e/o cheloidi
Il processo cicatriziale è estremamente soggettivo e la formazione di “belle cicatrici” non è solo merito del chirurgo estetico anzi nel caso di cicatrici ipertrofiche o cheloidi il risultato è totalmente ascrivibile alla reazione del paziente che può comunque e se lo ritiene sottoporsi a differenti procedure chirurgiche per migliorarne l’aspetto.
  • Rischi di recidiva
In paricolari casi, ripiegare la cartilagine al fine di formare una corretta piega dell’antelice senza incidere la cartilagine stessa si corre il rischio di recidiva rispetto alla procedura che, invece, ne prevede l’indebolimento attraverso, appunto, incisione e la susseguente sutura. Negli ambienti di chirurgia estetica si dice che: “La cartilagine ha memoria” ecco spiegato il motivo per cui alcuni casi di orecchie operate queste tendonano a tornare nella posizione di partenza dopo un periodo variabile e non preventivabile.