Mastoplastica additiva aumento del seno

La mastoplastica additiva è l’intervento di chirurgia estetica che permette di aumentare il volume del seno e rimodellarne la forma utilizzando protesi mammarie(comprese quelle di ultima generazione in gel di silicone).
Insieme al Dr. Clemente Zorzetto, chirurgo estetico, vediamo insieme quali sono le motivazioni che spingono sempre più donne a ricorrere alla chirurgia estetica per migliorare l’aspetto del loro seno quindi a sottoporsi a mastoplastica additiva.
Donne che erano soddisfatte delle fattezze del loro seno durante la giovinezza ma che a causa di dimagrimenti importanti e repentini, prolungato periodo di allattamento e del trascorrere del tempo non lo sono più poiché il loro seno si presenta svuotato ed ha perso forma e volume.
Donne che non sono mai state pienamente soddisfatte del loro seno poiché questo è rimasto poco sviluppato (ipotrofia mammaria) oppure poiché il seno stesso presenta delle asimmetrie tra le due mammelle sia per quanto riguarda la forma che per la posizione delle stesse. Anche se non costituisce la norma, non è raro che il chirurgo estetico si trovi davanti ad una donna che richiede l’intervento di mastoplastica per correggere eventuali dismorfie ed allo stesso tempo ridare pienezza, proiezione e tono al proprio seno.
Altro fattore che determina la ricerca del chirurgo estetico è quello dei mancati risultati ottenuti da una precedente mastoplastica additiva, situazioni di insuccessi della chirurgia estetica in costante crescita create da mani inesperte ed improvvisate.
E’ bene fugare fin da subito alcuni falsi miti collegati all’intervento di mastoplastica ed alle protesi:

 

  • La durata delle protesi di ultima generazione è permanente anche se alcune donne nel tempo ritengono di sottoporsi ad una nuova mastoplastica poiché, con il passare degli anni il proprio corpo si è modificato (leggermente rilassato) ed intendono ritoccare la forma del proprio seno;
  • Nella maggior parte dei casi (la quasi totalità) l’intervento di mastoplastica additiva non preclude la possibilità di allattamento poiché il chirurgo non recide (in toto o parzialmente) i dotti galattofori(ossia i tubicini che portano il latte materno al capezzolo);
  • I risultati della mastoplastica ottenuti oggi sono sempre più naturali grazie all’esperienza del Dr. Zorzetto maturata in anni di sala operatoria al servizio delle donne e della chirurgia estetica e grazie anche alle nuove protesi di ultima generazione in gel di silicone che, una volta impiantate, non ne rivelano la presenza ne alla vista nel al tatto.
  • Allo stato attuale di studi e ricerche condotte in diverse nazioni tra cui anche l’Italia è possibile affermare che non esiste nessuna relazione tra i materiali utilizzati per la costruzione delle protesi mammarie impiegate durante la mastoplastica additiva ed il cancro alla mammella;

 

Approfondimenti

Questa sezione del sito illustra le differenti tecniche utilizzate oggi dalla chirurgia estetica per posizionare le protesi mammarie durante l’intervento di mastoplastica additiva. Le descrizioni sotto riportate non devono essere considerate come un trattato completo ed esaustivo sulle procedure di chirurgia estetica per aumentare il seno bensì come approfondimento delle informazioni che vengono date dal Dott. Clemente Zorzetto in sede di visita prima dell’intervento di mastoplastica per ingrandire il seno.
Solo dopo la presa visione da parte del chirurgo estetico delle condizioni della paziente e dei risultati da quest’ultima desiderati è possibile per il medico stesso delineare il percorso che intende seguire, decidere quali tecniche chirurgiche utilizzare per procedere con la mastoplastica additiva, dove e come posizionare le protesi mammarie una volta entrati in sala operatoria.
In ambito di mastoplastica additiva distinguiamo diversi tipi di posizionamento degli impianti protesici e di seguito, per ciascuno di essi, ne viene indicata la descrizione completa di vantaggi e svantaggi.
Durante l’intervento di mastoplastica additiva utilizzare la tecnica chirurgica che prevede il posizionamento della protesi immediatamente sotto la ghiandola mammaria risulta particolarmente efficace nei casi di evidente rilassatezza della mammella (ptosi) quindi in presenza di seni moderatamente cadenti a causa di gravidanze e prolungato periodo di allattamento, sensibile perdita di peso o, più semplicemente, a causa dell’inesorabile passare degli anni e della forza di gravità.
Posizionando la protesi in sede retroghiandolare ed immediatamente sopra al muscolo pettorale (detto Grande Pettorale) il chirurgo plastico è in grado di ridare maggiore pienezza al seno poiché è in questa area/strato che lo svuotamento e la perdita di elasticità del tessuto mammario causano i maggiori ed evidenti effetti.
Proprio per il fatto che le protesi utilizzate per mastoplastica additiva sono poste al di sopra del muscolo pettorale non sono influenzate dai movimenti di quest’ultimo e non subiscono quindi variazioni di forma in caso di contrazione del muscolo stesso.
Anche il decorso post-operatorio (dopo la mastoplastica) ne beneficia quando la protesi alloggia immediatamente sotto la ghiandola mammaria rispetto alla posizione sottomuscolare (indipendentemente dalla profondità).
Volendo e dovendo elencare e descrivere i possibili svantaggi del posizionamento retroghiandolare durante la mastoplastica additiva, possiamo dire che aumenta il rischio di contrattura capsulare (già congenito in alcune pazienti) e nel caso in cui questa si verifichi, la sede così in superficie della protesi, ne evidenzia gli effetti (tra i quali ricordiamo la possibile deformazione dell’impianto protesico che, nei casi più gravi, comporta un nuovo intervento di mastoplastica additiva allo scopo di eliminare chirurgicamente la capsula fibrosa e sostituire le protesi).
In caso di assottigliamento cutaneo, il posizionamento sottoghiandolare tende ad evidenziare maggiormente i bordi delle protesi rendendole, di conseguenza, anche più percettibili al tatto ed alla vista rivelando il ricorso alla chirurgia estetica ed alla mastoplastica.
Altro lieve svantaggio è riscontrato durante la mammografia poiché la presenza delle protesi potrebbe costringere il tecnico radiologo a sottoporre la paziente ad effettuare diverse lastre in posizioni differenti (diverse proiezioni).
Il chirurgo plastico, dopo la visita preliminare e difronte ad una particolare sottigliezza della pelle della paziente, potrebbe decidere di portare a termine l’intervento di chirurgia estetica di mastoplastica additiva utilizzando il posizionamento della protesi direttamente sotto il muscolo pettorale (posizionamento sottomuscolare o retromuscolare) a differenti profondità (retropettorale parziale o totale).
Uno strato cutaneo molto sottile potrebbe, infatti, disegnare i bordi delle protesi e quindi renderle maggiormente visibili. Altro fattore da tenere in considerazione è quello della percettibilità al tatto che risulterebbe aumentata proprio dallo scarso spessore della pelle.
La caratteristica appena descritta è da tenere presente anche quando la paziente desideri un aumento del seno maggiore di 2 o più taglie quindi in situazioni di mastoplastica additiva con protesi più voluminose che necessitano di uno strato di pelle maggiore per essere meglio nascoste.
In termini di misure è bene ricordare che la maggior parte delle paziente desidera una terza misura di seno e solo una sparuta minoranza ricorre alla chirurgia estetica per arrivare alla quarta misura od addirittura alla quinta.
La mastoplastica additiva con posizionamento sottomuscolare delle protesi, oltre ad essere indicata in situazioni di sottigliezza del tessuto mammario con o senza impianti voluminosi ed a ridurre la percettibilità al tatto nonché la visibilità di questi ultimi, presenta altri vantaggi come ad esempio:

Vantaggi

  • riduce sensibilmente il rischio di contrattura capsulare e/o, nel caso in cui questa si verifichi, ne minimizza la visibilità;
  • maggiore semplicità per eseguire l’esame di mammografia;
  • riduce il rischio di rotazione delle protesi di forma anatomica (a goccia);
  • minimizza l’incidenza di pieghe o rugosità propriamente chiamate Rippling e Wrinkling;
come tutte le altre tecniche chirurgiche utilizzabili durante la mastoplastica additiva descritte in questa stessa pagina, accanto ai vantaggi è doveroso evidenziare, sempre in linea generale, i relativi svantaggi che riportiamo di seguito:

Svantaggi

  • in funzione del posizionamento retromuscolare ed in situazioni di contrattura del muscolo stesso, le protesi potrebbero subire la modifica della propria forma rivelandone la presenza;
  • con il passare del tempo è possibile che si assista allo spostamento delle protesi verso l’esterno con conseguente aumento dello spazio tra l’una e l’altra in prossimità dello sterno (centro del torace);
  • il decorso post-operatorio può necessitare di più tempo rispetto ad altri posizionamenti (soprattutto quello retromammario);
Durante l’intervento di mastoplastica additiva utilizzare la tecnica chirurgica che prevede il posizionamento della protesi immediatamente sotto la ghiandola mammaria risulta particolarmente efficace nei casi di evidente rilassatezza della mammella (ptosi) quindi in presenza di seni moderatamente cadenti a causa di gravidanze e prolungato periodo di allattamento, sensibile perdita di peso o, più semplicemente, a causa dell’inesorabile passare degli anni e della forza di gravità.
Posizionando la protesi in sede retroghiandolare ed immediatamente sopra al muscolo pettorale (detto Grande Pettorale) il chirurgo plastico è in grado di ridare maggiore pienezza al seno poiché è in questa area/strato che lo svuotamento e la perdita di elasticità del tessuto mammario causano i maggiori ed evidenti effetti.
Proprio per il fatto che le protesi utilizzate per mastoplastica additiva sono poste al di sopra del muscolo pettorale non sono influenzate dai movimenti di quest’ultimo e non subiscono quindi variazioni di forma in caso di contrazione del muscolo stesso.
Anche il decorso post-operatorio (dopo la mastoplastica) ne beneficia quando la protesi alloggia immediatamente sotto la ghiandola mammaria rispetto alla posizione sottomuscolare (indipendentemente dalla profondità).
Volendo e dovendo elencare e descrivere i possibili svantaggi del posizionamento retroghiandolare durante la mastoplastica additiva, possiamo dire che aumenta il rischio di contrattura capsulare (già congenito in alcune pazienti) e nel caso in cui questa si verifichi, la sede così in superficie della protesi, ne evidenzia gli effetti (tra i quali ricordiamo la possibile deformazione dell’impianto protesico che, nei casi più gravi, comporta un nuovo intervento di mastoplastica additiva allo scopo di eliminare chirurgicamente la capsula fibrosa e sostituire le protesi).
In caso di assottigliamento cutaneo, il posizionamento sottoghiandolare tende ad evidenziare maggiormente i bordi delle protesi rendendole, di conseguenza, anche più percettibili al tatto ed alla vista rivelando il ricorso alla chirurgia estetica ed alla mastoplastica.
Altro lieve svantaggio è riscontrato durante la mammografia poiché la presenza delle protesi potrebbe costringere il tecnico radiologo a sottoporre la paziente ad effettuare diverse lastre in posizioni differenti (diverse proiezioni).
Il chirurgo plastico, dopo la visita preliminare e difronte ad una particolare sottigliezza della pelle della paziente, potrebbe decidere di portare a termine l’intervento di chirurgia estetica di mastoplastica additiva utilizzando il posizionamento della protesi direttamente sotto il muscolo pettorale (posizionamento sottomuscolare o retromuscolare) a differenti profondità (retropettorale parziale o totale).
Uno strato cutaneo molto sottile potrebbe, infatti, disegnare i bordi delle protesi e quindi renderle maggiormente visibili. Altro fattore da tenere in considerazione è quello della percettibilità al tatto che risulterebbe aumentata proprio dallo scarso spessore della pelle.
La caratteristica appena descritta è da tenere presente anche quando la paziente desideri un aumento del seno maggiore di 2 o più taglie quindi in situazioni di mastoplastica additiva con protesi più voluminose che necessitano di uno strato di pelle maggiore per essere meglio nascoste.
In termini di misure è bene ricordare che la maggior parte delle paziente desidera una terza misura di seno e solo una sparuta minoranza ricorre alla chirurgia estetica per arrivare alla quarta misura od addirittura alla quinta.
La mastoplastica additiva con posizionamento sottomuscolare delle protesi, oltre ad essere indicata in situazioni di sottigliezza del tessuto mammario con o senza impianti voluminosi ed a ridurre la percettibilità al tatto nonché la visibilità di questi ultimi, presenta altri vantaggi come ad esempio:

Vantaggi

  • riduce sensibilmente il rischio di contrattura capsulare e/o, nel caso in cui questa si verifichi, ne minimizza la visibilità;
  • maggiore semplicità per eseguire l’esame di mammografia;
  • riduce il rischio di rotazione delle protesi di forma anatomica (a goccia);
  • minimizza l’incidenza di pieghe o rugosità propriamente chiamate Rippling e Wrinkling;
come tutte le altre tecniche chirurgiche utilizzabili durante la mastoplastica additiva descritte in questa stessa pagina, accanto ai vantaggi è doveroso evidenziare, sempre in linea generale, i relativi svantaggi che riportiamo di seguito:

Svantaggi

  • in funzione del posizionamento retromuscolare ed in situazioni di contrattura del muscolo stesso, le protesi potrebbero subire la modifica della propria forma rivelandone la presenza;
  • con il passare del tempo è possibile che si assista allo spostamento delle protesi verso l’esterno con conseguente aumento dello spazio tra l’una e l’altra in prossimità dello sterno (centro del torace);
  • il decorso post-operatorio può necessitare di più tempo rispetto ad altri posizionamenti (soprattutto quello retromammario);
Procedere con una mastoplastica additiva utilizzando la tecnica dual-plane classica significa servirsi di in una commistione dei due posizionamenti descritti in precedenza anche se altre scuole di pensiero lo ritengono una variante della mastoplastica con posizionamento sottomuscolare.
La mastoplastica Dual-Plane prevede la sede sottoghiandolare per la parte inferiore della protesi mentre alla porzione superiore dell’impianto è destinata la posizione sottomuscolare.
I risultati di una mastoplastica additiva portata a termine utilizzando il posizionamento Dual-Plane delle protesi eredita i vantaggi sia della “sottomuscolare” sia della “sottoghiandolare”. In altre parole, il posizionamento sottoghiandolare della parte inferiore della protesi mammaria, permetterebbe al chirurgo estetico di controllare meglio la forma della mammella, la posizione e la forma del solco sottomammario nonché il riempimento della parte inferiore della mammella stessa che rimarrebbe più arrotondata ripristinandone la naturale forma a goccia.
Il posizionamento sottomuscolare della parte superiore della protesi, invece, non solo aiuterebbe a nascondere meglio l’impianto protesico in quella zona in cui, di norma, si riscontra una minore presenza di tessuto adiposo ma eviterebbe anche la formazione del cosiddetto “scalino” ovvero il dislivello fra scollatura ossuta ed il profilo improvvisamente sferico della protesi.
Nella tecnica Dual-Plane rovesciata invece la protesi utilizzata per ingrandire il seno durante la mastoplastica additiva sono collocate in posizione sottomuscolare nella parte inferiore e retromammaria in quella superiore.
Come detto all’inizio di questo articolo, la scelta di un posizionamento piuttosto che di un altro concorre in maniera preponderante alla buona riuscita della mastoplastica additiva, deve essere fatta dopo un’attenta analisi delle condizioni fisiche della paziente nonché dei risultati e da un professionista della chirurgia estetica che abbia alle spalle notevole esperienza sul campo.
Durante la visita specialistica che precede la mastoplastica additiva, al chirurgo estetico, oltre a valutare dove collocare gli impianti protesici, spetta anche l’importante compito di individuare come posizionarli ovvero decidere, insieme alla paziente, il giusto accesso.
Dai primi interventi di chirurgia plastica di mastoplastica additiva sono stati fatti passi da gigante sia per il tipo di materiali utilizzati (soprattutto per le protesi mammarie di ultima generazione) sia per le tecniche che tendono ad essere sempre meno invasive ed a nascondere sempre di più le cicatrici programmate e residue.
Rappresenta la tecnica chirurgica classica per la mastoplastica additiva, la più collaudata ed anche la più datata. Il chirurgo estetico effettua un’incisione orizzontale proprio a ridosso del solco sottomammario (detto anche piega sottomammaria).
Per preparare la tasca che ospiterà gli impianti e per posizionare questi ultimi, il medico ha visione diretta dei tessuti e questo riduce notevolmente le possibilità di errori specialmente per i chirurghi con meno esperienza.
Se da una parte però questa procedura di mastoplastica additiva favorisce il professionista in sala operatoria, lo stesso non si può dire per i risultati estetici attesi dalla paziente poiché le cicatrici prodotte rimangono visibili (anche se molto sottili).

Vantaggi

  • costituisce la via di accesso più diretta andando quindi ad annullare o quasi i rischi correlati;
  • diminuisce la possibilità di complicanze sia durante la mastoplastica additiva che dopo l’intervento;
  • consente un accurato posizionamento delle protesi anatomiche;
  • consente al chirurgo il campo visivo migliore e diretto dei tessuti;
  • adatto per un successivo accesso in caso di sostituzione delle protesi;

Svantaggi

  • Alta visibilità delle cicatrici dovuta alle dimensioni di queste ultime nonché alla posizione delle stesse;
Eseguendo la mastoplastica additiva con accesso areolarel’incisione viene praticata sul bordo inferiore dell’areola in prossimità di quella linea immaginaria che delimita la pigmentazione più scura caratteristica dell’areola e del capezzolo e quella più chiara propria della cute della paziente.

Vantaggi dell’accesso areolare

  • agevola il lavoro del chirurgo estetico nella fase di preparazione delle cavità o tasca chirurgica;
  • possibilità di maggior controllo del sanguinamento limitando così la formazione ed estensione di ematoma alimentato da capillari recisi e non perfettamente coagulati;

Svantaggi dell’accesso areolare

  • in pazienti con un ridotto diametro di areola risulta più complicato inserire protesi di grandi dimensioni (si parla comunque di impianti di dimensioni oltre i 400cc quindi scarsamente utilizzati in Europa);
  • in alcuni casi, poco frequenti, costringere allo scollamento parziale della ghiandola mammaria;
  • in caso di nuovo intervento di mastoplastica additiva (ad esempio per sostituire le protesi nel tempo) non è, di norma, una via praticabile due volte costringendo il chirurgo a creare nuovi punti di accesso e quindi a creare cicatrici addizionali.
L’intervento di mastoplastica additiva con accesso ascellare rappresenta la scelta ideale della quasi totalità delle pazienti che si rivolgono alla chirurgia estetica per aumentare le dimensioni del seno proprio perché permette di nascondere le cicatrici all’interno della cavità ascellare quindi lontano dal seno anche se, purtroppo, non è una tecnica di chirurgica plastica che è possibile applicare in tutti i casi indistintamente.
Il chirurgo estetico opta per la via ascellare nel caso in cui il seno della candidata a mastoplastica sia piccolo quindi con la piega sottomammaria poco delineata e ridotto diametro del complesso areola-capezzolo.

Vantaggi della mastoplastica per via ascellare

  • Assenza di cicatrici vicino al seno;

Svantaggi della mastoplastica per via scellare

  • Limita fortemente la visibilità del chirurgo estetico soprattutto nella fase di preparazione delle tasche chirurgiche che ospiteranno le protesi (anche se l’adozione di strumentazione endoscopica ha migliorato notevolmente le condizioni di lavoro);
  • Espone la paziente ad un maggiore rischio di ematomi poiché non permette al medico di controllare perfettamente il sanguinamento (emostasi);
  • Aumenta la possibilità di mal posizionamento delle protesi proprio per le ridotte condizioni di visibilità;
  • Nel caso in cui si renda necessaria una revisione di una precedente mastoplastica additiva per via ascellare è necessario individuare un nuovo metodo di accesso con conseguenti nuove cicatrici.
E’ possibile praticare la mastoplastica additiva posizionando le protesi per aumentare il seno praticando una sottile incisione sovrapubica del tutto simile a quella che si è soliti utilizzare in sala parto ovvero il cosiddetto “taglio cesareo”.

Vantaggi mastoplastica con taglio cesareo

  • Anche in questo caso non ci sono cicatrici ne sul seno ne nelle vicinanze delle mammelle;

Svantaggi della mastoplastica con taglio cesareo

  • Oltre agli svantaggi elencati in precedenza per la mastoplastica ascellare, questa procedura potrebbe non essere praticabile a causa dell’eccessiva sottigliezza della cute della paziente;
  • Nella maggioranza dei casi, il taglio cesareo per aumentare il volume del seno è sconsigliato in interventi di mastoplastica secondaria (di revisione, di sostituzione delle protesi etc.).
La visita specialistica eseguita prima della mastoplastica additiva è la prima fondamentale tappa che la paziente ed il chirurgo estetico devono percorrere per arrivare al duplice obbiettivo ovvero di ottenere i risultati desiderati e di porre in essere un intervento che oltre a soddisfare le aspettative della candidata ne preservi la salute e l’aspetto psicologico.
In sede di visita preparatoria il Dr. Clemente Zorzetto valuta lo stato iniziale della richiedente, nello specifico vengono presi in considerazione:
  • Elasticità della pelle;
  • Spessore della cute;
  • Grado di rilassatezza delle mammelle (dovuto ad allattamento prolungato, repentino quanto importante dimagrimento, vecchiaia e forza di gravità);
  • Grado di ipoplasia mammaria (quando il seno è poco sviluppato);
  • Asimmetria mammaria (quando le due mammelle hanno forma, volume, posizione, grandezze differenti);
  • Aspettative disattese da una mastoplastica precedente.
Oltre a quanto elencato, il chirurgo estetico deve tenere presente la corporatura della paziente ed effettuare le dovute misurazioni per prospettare poi alla richiedente delle misure di protesi adeguate alla sua corporatura in modo tale che la mastoplastica additiva consenta di addivenire a risultati il più armonici e naturali possibili che non svelino il ricorso alla chirurgia estetica.
In alcuni casi è possibile che il professionista esegua alcune fotografie prima e dopo la mastoplastica(per studiare con maggiore cura e calma il caso in esame e per meglio valutare i risultati ad intervento ultimato).
Molte persone sono solite cercare consigli e foto di interventi di mastoplastica additiva su forum e chat, il Dott. Zorzetto non scoraggia tali ricerche ma desidera sottolineare che per arrivare agli stessi risultati diversi chirurghi utilizzano altrettanti diverse tecniche e, per quanto alcuni interventi possano sembrare simili non lo sono mai in tutto e per tutto quindi le procedure che possono andare bene per una persona sono totalmente sconsigliati per un’altra.
Una volta terminata l’anamnesi e compresi i desideri della paziente, il medico procede con la visita prospettando i differenti tipi e grandezze di protesi (anatomiche o rotonde) e le diverse modalità che è possibile utilizzare per collocarle durante mastoplastica additiva in esame.
La visita pre-operatoria è la sede più indicata per la candidata per rivolgere al medico tutte le domande del caso e per fugare ogni dubbio o perplessità.
L’intervento di chirurgia estetica detto mastoplastica additiva volto ad aumentare il volume del seno è solitamente posto in essere in anestesia totale con un tempo di osservazione nell’immediato post-operatorio. Proprio per questo motivo, prima dell’operazione il medico prescrive alcuni esami per sincerarsi della compatibilità del farmaco anestetico utilizzato ed evitare così fenomeni di reazioni allergiche.
In sala operatoria il Dr. Clemente Zorzetto, chirurgo estetico, è sempre assistito da un medico specializzato in anestesia e rianimazione che ha l’importante compito di monitorare costantemente lo stato di salute della paziente durante la mastoplastica e, quindi, di intervenire prontamente in caso di necessità (evento assai raro).
E’ possibile procedere con la mastoplastica anche in anestesia locale con profonda sedazione, in modo tale che la paziente sia cosciente ma totalmente rilassata e insensibile al dolore.
Una volta entrata in sala operatoria, alla candidata viene somministrata l’anestesia, dopo che quest’ultima abbia fatto effetto e controllato che tutti i parametri vitali siano ottimali, il chirurgo estetico Clemente Zorzetto inizia l’intervento di mastoplastica additiva praticando le incisioni per creare il punto di accesso e preparare le tasche chirurgiche che ospiteranno le protesi mammarie che si è stabilito di utilizzare durante la visita pre mastoplastica per arrivare ai risultati estetici desiderati.
In queste fase è molto importante la preparazione e l’esperienza del chirurgo plastico poiché dal tipo di incisioni dipenderanno le relative cicatrici post mastoplastica quindi deve essere cura del medico praticarle in zone che meglio si prestano a nasconderle e che siano il più sottili ed il più corte possibili non solo, dalla preparazione delle tasche dipenderà il gonfiore, il leggero dolore ed il sanguinamento della paziente quindi deve essere cura del professionista porre in essere manovre il meno invasive possibile. Una volta collocate le protesi, si procede con le suture interne riassorbibili e con quelle esterne si conclude l’operazione di mastoplastica.
Nel caso in cui se ne ravvisasse la necessità, è possibile che il chirurgo adotti dei drenaggi quindi posizionerà dei tubicini al fine di impedire la stagnazione di liquido (siero) che può causare rischi di infezione o sieroma. L’intervento di mastoplastica termina con il bendaggio contenitivo che sarà sostituito ùdal reggiseno di cui sotto nell’immediato post operatorio.
Terminata l’operazione di mastoplastica, la paziente viene portata dalla sala operatoria alla stanza appositamente preparata nella clinica scelta per il monitoraggio del decorso post-operatorio che può limitarsi ad alcune ore o, se si preferisce, può protrarsi fino al giorno seguente.
In questa primissima fase post mastoplastica è del tutto normale sentirsi stanche a causa dell’anestesia e dello stress a cui il fisico è stato sottoposto.
Un bendaggio contenitivo proteggerà il seno nel periodo immediatamente dopo la mastoplastica, successivamente questo sarà sostituito da un reggiseno contenitivo (rigorosamente senza ferretto) tipo quello indossato per l’attività sportiva. Tale reggiseno sarà indossato 24 ore su 24 solo per le prime settimane mentre dopo solo nelle ore diurne.
Gli eventuali drenaggi, se adottatiti, vengono, di norma, rimossi entro le 24 ore successive alla mastoplastica (in alcuni casi entro 48).
Il post operatorio può essere inoltre caratterizzato da un leggero gonfiore localizzato nelle parti interessate dall’intervento e da un leggero dolore, indolenzimento che può essere tranquillamente sopportato o tenuto sotto controllo con normali analgesici.
Per favorire il processo cicatriziale, è’ molto importante che la candidata a mastoplastica eviti di stancarsi troppo per i primi giorni e comunque l’attività fisica soprattutto incentrata sulle braccia (anche prendere in braccio bimbi o alzare oggetti pesanti è assolutamente sconsigliato poiché potrebbe causare traumi o lacerazioni attorno alle suture).
Le cicatrici programmate residue lasciate dalla mastoplastica si presenteranno arrossate nell’immediato post operatorio ma, nel tempo, tenderanno ad assumere la colorazione della cute (anche se è bene ricordare che per quanto sottili o nascoste, queste difficilmente spariranno completamente).
Non ci stancheremo mai di ripeterlo in ogni sezione di questo sito e ritroverete questo concetto anche in ogni articolo scritto dal Dott. Clemente Zorzetto in persona: ogni intervento chirurgico ancorché di chirurgia estetica o meno presenta dei rischi generici unitamente a quelli intrinseci quindi specifici in base al tipo di operazione posta in essere.
In base alla prefazione pocanzi espressa, i rischi generici della mastoplastica additiva sono quelli comuni a tutti gli interventi chirurgici ovvero: ematoma ed infezione mentre quelli specifici possono spingersi fino a quello proprio della contrattura capsulare che nel peggiore delle ipotesi comporta il ritorno in sala operatoria per rimuovere gli impianti protesici quindi una nuova mastoplastica.
I fattori che contribuiscono a diminuire drasticamente i rischi della mastoplastica additiva possono essere ravvisati nella lunga esperienza del chirurgo estetico, in ambienti idonei a porre in essere l’intervento e ad ospitare la paziente nel post operatorio (sale operatorie e stanze di degenza) e diligenza della candidata stessa nel seguire scrupolosamente le indicazioni del medico dopo la mastoplastica.
I costi della mastoplastica additiva sono un argomento tanto ricercato quanto aleatorio se fine a se stesso o al paragone tra il prezzo pagato da una amica od una conoscente e quello proposto dal chirurgo estetico da cui ci si è recate per la visita specialistica pre mastoplastica. Per quanto simili due interventi non saranno mai uguali in tutto e per tutto quindi è altrettanto logico pensare ad una differenza di costi anche sostanziale.
Ad incidere sui costi mastoplastica additiva non è solo il compenso del medico che effettua materialmente l’operazione ma anche tutti i professionisti che lo assistono a partire dall’anestesista per finire con le non meno importanti infermiere che assistono la candidata prima e dopo la mastoplastica.
Un altro fattore importante sia per la buona riuscita dell’intervento di chirurgia plastica che per determinare il prezzo finale è la scelta della clinica di chiurgia estetica presso cui sottoporsi a mastoplastica. Il chirurgo estetico Clemente Zorzetto collabora solo con cliniche private specializzate e che adottano alti standard di qualità e sicurezza nonché macchinari e strumentazione di ultima generazione.
Ultimo ma non per importanza è l’argomento protesi mammarie adottate per la mastoplastica additiva. Ne esistono di differenti fatture e qualità dalle più scadenti fino ad arrivare alle protesi di ultima generazione testate una per una (non a campione), certificate e garantite. Inutile dire che risultati d’eccellenza sono raggiungibili non solo grazie al chirurgo estetico ma anche ai materiali scelti.
L’intenzione del Dr. Zorzetto è quella di riservare alle proprie pazienti il massimo in termini di professionalità, materiali utilizzati, accurata assistenza prima, durante e dopo la mastoplastica ed ambienti confortevoli e sicuri. Tutto ciò si concretizza in risultati d’eccellenza e costi che non sono quelli dei “super-mercati della chirurgia estetica”.