Mastopessi, lifting del seno

La televisione, le riviste di moda ed Internet ci propongono sempre più spesso e sempre più insistentemente modelli femminili vincenti caratterizzati anche dal seno sodo e voluminoso che sicuramente contribuisce alla sicurezza psicologica di una donna e ne è motivo di orgoglio quale sinonimo di freschezza e giovinezza.
L’inesorabile trascorrere del tempo, gravidanze ed allattamento prolungato, dimagrimenti importanti e rapidi o situazioni di salute e cure mediche che hanno messo a dura prova il corpo possono aver contribuito alla perdita di elasticità da parte della pelle e quindi al prematuro rilassamento e svuotamento a vari gradi del senoche risulta quindi un testimone scomodo delle tappe della vita di una donna.
In base all’esperienza del Dott. Clemente Zorzetto, in molte donne il senso di disagio comincia proprio durante la pubertà per l’ipersviluppo del seno. Il disagio si protrae per il successivo quanto prematuro rilassamento delle mammelle a causa delle loro dimensioni, del peso e della forza di gravità a cui l’elasticità della pelle non può far fronte.
Dopo il superamento di vicissitudini di varia natura si fa strada in una donna il desiderio di tornare padrona della propria vita, della propria femminilità e delle armi che la caratterizzano, di un buon rapporto con il proprio corpo che non rispecchia più la giovinezza e la ritrovata voglia di vivere interiore.
In queste particolari circostanze in cui la consapevolezza della strada da percorrere è lo stimolo al cambiamento, la chirurgia estetica del seno può sicuramente essere d’aiuto.
Occorre ridare pienezza e volume al seno particolarmente cadente, con pelle in eccesso e svuotato.
L’intervento di chirurgia estetica detto mastopessi è la soluzione che il Dott. Clemente Zorzetto può adottare per migliorare il seno rilassato (a vari livelli) eliminando la cute in eccesso, riposizionando la ghiandola, l’areola ed il capezzolo. Il risultato che la mastopessi mira a raggiungere è quello di riportare indietro le lancette del tempo ovvero di conferire nuovamente al seno la perduta tonicità e pienezza.
In alcuni casi particolari (ipersviluppo e precoce rilassamento delle mammelle che coprono il solco sottomammario in modo molto evidente) il post-mastopessi sorprende piacevolmente le pazienti poiché il risultato estetico raggiunto con l’intervento chirurgico presenta loro un decolté mai avuto neanche in giovane età.

La visita specialistica

La visita dal chirurgo estetico rappresenta il primo importante passo che la candidata compie verso il cambiamento già maturato dentro di se.
Il Dr. Zorzetto ha da sempre adottato il principio dell’assoluta chiarezza e trasparenza durante la visita che precede l’intervento di mastopessi volta a chiarirne ogni aspetto: tecniche chirurgiche adottabili, il tipo di anestesia, i comportamenti da tenere e le medicazioni da eseguire nel post-mastopessi, i rischi che il lifting al seno può comportare nonché il tipo di cicatrici che può lasciare.
Al di la della descrizione degli aspetti puramente tecnici che possono variare da caso a caso, la visita che precede ogni intervento di chirurgia estetica deve ingenerare nella paziente la necessaria fiducia nel chirurgo plastico a cui affida le proprie aspettative nonché la propria salute.

Approfondimenti

Alla visita pre-mastopessi che permette al chirurgo estetico di prendere atto delle condizioni della paziente e stabilire l’iter chirurgico da porre in essere, si aggiunge la doverosa visita con il medico chirurgo specializzato in anestesia e rianimazione che fa parte dell’equipe del Dott. Zorzetto.
In linea generale possiamo dire che per mastopessi di lieve entità si utilizza l’anestesia locale con sedazione mentre per mastopessi più impegnative (le cui tecniche chirurgiche hanno lo scopo di eliminare una maggiore quantità di cute in eccesso e riposizionare correttamente la ghiandola mammaria, l’areola ed il capezzolo effettuando più incisioni) si utilizza l’anestesia generale.
L’anestesista così come ogni altro componente dello staff di sala operatoria del Dott. Clemente Zorzetto, sarà reperibile anche nell’immediato post-intervento per garantire la corretta assistenza alla paziente in caso di complicanze che necessitino il rientro in sala operatoria (casi assai rari).
Se la corretta anamnesi della paziente durante la fare pre-operatoria permette al chirurgo estetico di “preparare a tavolino la battaglia contro il seno troppo rilassato”, in sala operatoria i giochi si fanno concreti e la preparazione del medico ma soprattutto l’esperienza permettono di adottare la tecnica chirurgica più corretta per arrivare ai risultati attesi.
Le tecniche in questione variano da caso a caso ma possiamo riassumerle elencandole dalla più soft a quella più impegnativa ovvero mastopessi round blockmastopessi periareolare e verticale e mastopessi periareolare, verticale e orizzontale. Ognuna di queste tecniche risolve differenti stadi di ptosi mammaria (rilassamento delle mammelle) e permette l’ottimale asportazione di altrettanti differenti quantità di cute in eccesso oltre che di riposizionare correttamente la ghiandola mammaria ed il complesso areola-capezzolo.
Le incisioni dovute alle tecniche sopraindicate lasciano inevitabilmente cicatrici e sarà personale cura del Dott. Zorzetto renderle il più sottili e nascoste possibile.
Il periodo immediatamente successivo la mastopessi rappresenta il passo conclusivo dopo quelli altrettanto importanti della visita e dell’intervento di chirurgia estetica vero e proprio in sala operatoria. Sarà cura del medico indicare alla paziente i comportamenti da tenere e da evitare al fine di favorire il più possibile il decorso post mastopessi, l’ottimale cicatrizzazione (sempre in funzione della capacità cicatriziale della paziente) e, quindi, il raggiungimento degli obiettivi del lifting al seno.
Ogni intervento chirurgico, anche la mastopessi, è da considerarsi non privo di possibili rischi e complicanze spesso non direttamente ascrivibili ne al medico ne alla paziente ma semplicemente da considerare e preventivare come parte dell’intervento in quanto tale.
Oltre alle complicanze generiche come infezione, ematoma e sieroma, la mastopessi presenta rischi legati alla specificità della procedura, ne sono un esempio: la possibile alterazione della sensibilità nella zona del seno, il rischio di non poter allattare dopo l’operazione chirurgica, il rischio di parziali o totali perdite della cute che costituisce l’areola ed il capezzolo oltre alla potenziale necrosi di quest’ultimo.
I rischi e le complicanze legati alla mastopessi possono e devono essere minimizzati o, al meglio, eliminati dalle capacità del chirurgo ma è doveroso esporre alla paziente tali possibilità.
Dal punto di vista psicologico la paziente è portata a pensare che una volta uscita dalla sala operatoria il più sia alle sue spalle ma così non è poiché il post operatorio rappresenta, al pari dell’intervento di mastoplastica riduttiva e della preparazione ad esso, il momento in cui è il suo corpo a concludere l’operato del chirurgo estetico. Favorire il processo cicatriziale, non stressare le suture con bruschi movimenti ed osservare i corretti tempi di riposo sono comportamenti assai importanti per giungere ai risultati desideratie rappresentano lo spartiacque tra una mastoplastica riduttiva ben riuscita ed una, invece, con “sbavature” assolutamente evitabili.
Tendenzialmente i risultati conseguenti la mastoplastica riduttiva vanno considerati permanenti anche se fattori quali il tempo e la gravità modificheranno necessariamente la forma del seno prodotta dalla riduzione e dal rimodellamento chirurgico.
In caso di intervento posto in essere su giovani donne è possibile che la ghiandola mammaria continui il suo sviluppo anche dopo la mastoplastica riduttiva o che si verifichi un’ipertrofia adiposa a causa della gravidanza. A questo successivo ed indesiderato sviluppo si può porre rimedio intervenendo una seconda volta.