Liposuzione e liposcultura

Lo scopo principale dell’intervento di chirurgia plastica di liposuzione ed anche quello detto di liposcultura è quello di rimodellare il corpo del/la paziente eliminando parte delle cellule adipose in cui si concentra il grasso in eccesso per effetto della predisposizione genetica
La liposuzione non è e non deve essere presentata come la soluzione alternativa alle diete dimagranti o più in generale alla corretta alimentazione capace di circoscrivere e tenere sotto controllo l’eccessiva concentrazione di adipe nel corpo.
Le cellule adipose eliminate grazie alla liposuzione non possono riformarsi quindi il grasso eliminato non tornerà mai più.
L’intervento di chirurgia estetica definito liposuzione è una delle tre procedure maggiormente richieste dai pazienti ed anche ricercata in rete. A tale proposito, proprio in Internet e sui mensili, si può notare il proliferare di termini come ad esempio: liposuzioneliposculturamicro-liposculturamega-liposuzione ed altre che creano una certa confusione a chi naviga per cercare una soluzione al problema del grasso accumulato in eccesso in determinati punti del corpo poiché di questo si tratta.
In questa sezione del sito del Dott. Clemente Zorzetto si cercherà di fornire, a tutte le persone interessate, non solo la descrizione delle differenze tra le diverse procedure chirurgiche volte a risolvere il problema dell’adipe localizzato e di difficile smaltimento bensì anche gli elementi che accomunano tali tecniche di lipoaspirazione e della loro evoluzione nel tempo fino ad arrivare alle tecniche di liposuzione maggiormente utilizzate oggi.

Causa dell'accumulo di grasso

Numerosi studi hanno dimostrato come durante la fase di sviluppo il nostro corpo produca anche cellule adipose dette adipociti che sono le responsabili dell’accumulo del grasso. Terminata la fase puberale, il numero di adipociti non aumenta più nel tempo ma a cambiare è il volume di queste cellule. L’aumento di peso è determinato quindi dall’aumento del volume delle cellule adipose. Non esistono fattori che possano aiutarci a capire come e quali di queste cellule si modificheranno nel tempo e quali, invece, rimarranno costanti poiché i cambiamenti sono il risultato di molteplici concause prima fra tutte il fattore ereditario ovvero il nostro DNA a cui può far seguito una disfunzione ormonale (congenita od indotta) ed, ovviamente, comportamenti ed alimentazione non del tutto corretti. Indipendentemente dalle cause che hanno provocato l’accumulo di grasso, sta di fatto che il nostro corpo cambia ed in alcuni casi, nonostante gli sforzi compiuti per smaltire i chili presi, l’ago della bilancia rimane sempre fermo ed è proprio questo immobilismo che spinge molte persone a pensare all’intervento di chirurgia plastica di liposuzione o liposcultura.
In base all’ultima affermazione il Dr. Zorzetto, chirurgo estetico, desidera chiarire che l’accumulo del grasso in alcune zone non è determinato solo dai chili in eccesso poiché anche in persone cosiddette “normopeso” (ovvero persone che non sono in sovrappeso) è possibile riscontrare un cambiamento del profilo dovuto proprio alla concentrazione di materiale adiposo in alcune zone del corpo piuttosto che in altre e tale predisposizione è congenita. In altre parole, se il fattore ereditario stabilisce che il serbatoio delle riserve (fisiologiche e naturali) di materiale adiposo debbano essere gli adipociti situati nelle natiche, sui fianchi e nelle cosce non c’è dieta o ginnastica che possa cambiare questa regola dettata da madre natura. Ovviamente una corretta alimentazione associata a diete moderatamente ipocaloriche ed attività fisica potrà migliorare l’aspetto estetico ma non potrà mai eliminare il problema alla radice poiché ogni singola risorsa di grasso che il corpo considera necessaria sarà indirizzata proprio nelle zone geneticamente deputate all’immagazzinamento.

Accumulo di grasso: differenza tra uomo e donna

Come premesso nel paragrafo precedente, non è possibile stabilire a priori quali adipociti modificheranno il loro volume nel tempo e quali invece rimarranno costanti poiché tale predisposizione è essenzialmente genetica. Nel corso degli anni, però, la medicina ed in particolare la chirurgia estetica hanno potuto individuare due differenti tipologie di persone (ginoide ed androide) che possono essere ricondotte alla differenza esistente tra uomo e donna nelle differenti zone in cui il grasso viene accumulato.
Nella donna (tipologia ginoide) è la metà inferiore del corpo ad essere maggiormente interessata e l’eccesso di adipe è facilmente individuabile in zone quali ad esempio: natiche (soprattutto la parte bassa ed esterna), cosceginocchia,  gambe ed anche braccia. La liposuzione su un paziente di tipo ginoide avrà proprio lo scopo di andare ad aspirare il materiale adiposo concentrato proprio in queste zone appena descritte
Nell’uomo (tipologia androide) i punti critici e maggiormente colpiti dall’aumento del volume degli adipociti quindi da un eccesso di grasso sono: i fianchi (le cosiddette “maniglie dell’amore”), l’addome, il torace ed il seno.
Le differenze tra uomo e donna nelle zone in cui il grasso tende a concentrarsi in maniera più evidente non sono così nette come potremmo essere portati a credere. Soprattutto d’estate, in spiaggia, è possibile notare donne con eccessiva concentrazione di grasso sull’addome e, al contrario di quanto accade solitamente, tali soggetti sono caratterizzati da gambe molto sottili proprio come accade nella maggior parte degli uomini.
Fino a questo momento abbiamo visto quali sono le cause che determinano la modifica del nostro corpo a seguito di un aumento di peso ed abbiamo visto anche quali sono le differenze esistenti tra uomo e donna (anche se sarebbe più corretto dire tra le due tipologie di persone elencate).
Ma qual è la risposta della chirurgia estetica a questo problema ?
L’idea di fondo che sta alla base della soluzione prospettata dalla chirurgia plastica e che accomuna le differenti tecniche chirurgiche adottate ed evolute nel tempo è quella di aspirare il grasso, in una parola “Lipoaspirazione”.
Perché allora esistono così diverse accezioni quali ad esempio liposuzione, liposcultura, lipostruttura, mega-liposuzione etc.

Approfondimenti

La risposta che il Dott. Clemente Zorzetto ripete da anni ai proprio pazienti, negli articoli pubblicati e durante le interviste è che esistono fondamentalmente due motivi per cui si assiste al proliferare di così tante accezioni che si riferiscono all’aspirazione del grasso in eccesso.
il primo è che le tecniche di liposuzione, a cominciare dalla prima definita “secca” fino ad arrivare all’attuale “liposuzione tumescente” (detta anche umida) passando per la “liposuzione ultrasonica”, negli anni hanno subito delle evoluzioni e differenziazioni così come hanno subito modifiche e miglioramenti gli strumenti chirurgici a disposizioni dei medici in sala operatoria.
Il secondo motivo che giustifica un così elevato grado di confusione nell’opinione pubblica in merito alle molteplici definizioni legate alla liposuzione è che troppo spesso le riviste, Internet ed i media in generale le utilizzano indistintamente ed in maniera impropria quasi a voler far credere che siano tutte sinonimi mentre così non è.
La liposuzione secca è stata utilizzata per la prima volta dal Dott. Fischer nel 1977 ed era caratterizzata dal fatto di essere particolarmente invasiva a causa delle notevoli dimensioni delle cannule utilizzate oltre a non permettere l’aspirazione delle quantità di grasso a cui, invece, è stato possibile arrivare nell’immediato futuro fino ai giorni nostri. Tale limite nelle quantità aspirabili era imposto a causa dello stress a cui si sottoponevano i tessuti ed i vasi sanguigni i quali rompendosi rilasciavano importanti quantità di liquido ematico. La liposuzione secca, oltre ai limiti citati, non permetteva di aspirare il grasso localizzato più in superficie ovvero quello immediatamente sotto cute.
Tralasciando la descrizione dei miglioramenti apportati alle cannule con cui veniva effettuata la liposuzione (si è passati, ad esempio, da quelle acuminate a quelle smussate), l’importante passo avanti è stato fatto introducendo sostanze vasocostrittrici nella parte da trattare in modo tale da limitare enormemente le perdite di sangue. Una volta risolto il problema dell’eccessiva perdita di liquido ematico, il chirurgo plastico poteva e può aspirare una maggiore quantità di grasso senza far correre rischi inutili alla paziente
In definitiva, la liposuzione tumescente permette di asportare fino a circa 6 o 7 litri di grasso contro i circa 3 litri della precedente tecnica senza, però, causare importanti e vaste ecchimosi e senza cospicui perite di sangue come succedeva in passato.
Oltre all’utilizzo di sostanze vasocostrittrici per limitare le perdite ematiche, la chirurgia estetica ha fatto ulteriori passi avanti e le moderne tecniche di liposuzione prevedono anche l’impiego da parte del chirurgo plastico di cannule più sottili (microcannule, 1 – 2,5 mm) per aspirare il grasso. Tali nuove cannule chirurgiche permettono al professionista di lavorare “di fino” quasi di scolpire il corpo ecco perché si è arrivati alla definizione di liposcultura (scoprendo che altro non è che una liposuzione eseguita con strumenti diversi idonei ad operare in zone del corpo che richiedono una maggiore precisione di quella consentita in precedenza).
Volendo addentrarci maggiormente in quelle che sono le peculiarità della liposcultura senza però perderci tra tecnicismi e definizioni mediche, possiamo sicuramente affermare che quest’ultima tecnica permette di modellare il corpo andando ad aspirare anche modeste quantità di grasso proprio la dove è necessaria tale rimozione. Lo strato più superficiale di grasso, quello che per intenderci resta a più o meno 1 cm dalla cute, era zona “off limit” per le tecniche di liposuzione precedente poiché c’era il rischio concreto di aspirare un’eccessiva quantità di adipe e quindi di creare depressioni e avvallamenti, in una parola sola: ondulazioni della pelle a causa dell’irregolarità della quantità del materiale adiposo sottostante.
A questo punto chi legge potrebbe essere tentato di saltare alla conclusione che, dovendo sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica per eliminare il grasso in eccesso localizzato, è preferibile rivolgersi ad un chirurgo plastico che pratichi la liposcultura piuttosto ché la liposuzione classica. Beh, non è proprio così. A tale affrettata conclusione il Dr Clemente Zorzetto contrappone sempre la sua esperienza in sala operatoria ed il suo personale modo di interpretare ed utilizzare le distinte procedure di chirurgia e medicina estetica che lo hanno reso popolare soprattutto tra i personaggi dello spettacolo per gli ottimi risultati estetici raggiunti.
Volendo descrivere il punto di vista del Dott. Clemente Zorzetto possiamo rifarci ad un esempio piuttosto esplicativo: immaginiamo di essere difronte ad una vasca piena di acqua, avendo il compito di svuotarla utilizzando a scelta due soli strumenti: una spugna ed un secchiellino, è ovvio che quest’ultimo sarà il mezzo scelto fin tanto che la vasca conterrà sufficiente liquido. Quando si tratterà di rifinire il lavoro andando ad asciugare l’acqua depositata sul fondo (magari anche molto esteso) è altrettanto ovvio che la spugna prenderà il posto del secchiellino poiché quest’ultima risulterà maggiormente adatta a raggiungere ed assorbire i residui rimasti. Operando con questa sequenza ed alternanza di mezzi si raggiungono due obiettivi ovvero di essere veloci ed efficaci.
Tornando all’intervento di chirurgia plastica di liposuzione, il chirurgo estetico preparato e d’esperienza deve valutare le condizioni di partenza in funzione anche dei risultati richiesti e raggiungibili ed individuare le tecniche migliori da adottare arrivando anche ad utilizzarne più di una. Utilizzare cannule molto sottili proprie della liposcultura la dove si renda necessario aspirare un’importante quantità di cellule adipose, costringe il chirurgo a trattenere la paziente in sala operatoria per un tempo molto prolungato rispetto alla tempistica necessaria per eseguire la stessa operazione con cannule di dimensioni maggiori. La lunga permanenza in sala operatoria è solo uno dei fattori che devono essere tenuti in considerazione poiché ne esistono altri altrettanto importanti quale ad esempio la quantità di anestesia che la paziente dovrà sopportare (con tutti i rischi calcolati che questa comporta) e smaltire nell’immediato post liposuzione.
Concludendo, possiamo dire che è facile (ma non serio e professionale) scrivere slogan chiassosi su riviste e siti Internet nel tentativo di spacciare tecniche chirurgiche di liposuzione come assolutamente nuove e rivoluzionarie quando non lo sono affatto nel tentativo di carpire (in mala fede) la fiducia di potenziali pazienti che sempre più spesso vengono visti come clienti e nulla più.
La visita specialistica che precede l’intervento di chirurgia plastica di liposuzione o liposcultura rappresenta il momento fondamentale in cui le richieste del/la paziente si incontrano e si scontrano con la valutazione e le relative risposte del chirurgo estetico. Le domande tipiche che vengono formulate sono:
quanti chili è possibile perdere con la liposuzione ?
quanto grasso è possibile aspirare con la liposuzione ?
Prima di rispondere a queste domande assai ricorrenti il medico, in sede di visita, deve valutare lo stato in cui il/la richiedente si trova ovvero determinare come ed in quali zone il grasso in eccedenza si è accumulato, valutare lo stato di conservazione dell’elasticità della pelle per avere un’idea abbastanza precisa sulla effettiva capacità di retrazione di quest’ultima in modo tale da non eliminare il problema legato agli accumuli di adipe creando però quello dell’eccessiva flaccidità della dei tessuti. In alcuni casi, per arrivare a risultati estetici ottimali, il Dr. Zorzetto consiglia interventi combinati ovvero liposuzione e addominoplastica per eliminare sia il tessuto adiposo localizzato ma anche porzioni di pelle che, rimasta senza sostegno sottostante risulterebbe eccessivamente cadente, tutto questo al fine di arrivare ad ottenere un ventre piatto con la pelle tesa.
Sempre nel contesto della visita pre liposuzione (liposcultura) il chirurgo illustrerà alla richiedente la o le tecniche con cui intende affrontare il caso clinico in esame e non mancherà di informare circa il decorso post operatorio nonché i rischi calcolati collegati all’intervento.
Ulteriore precisazione che i lettori troveranno ripetuta più volte sia all’interno di questo sito che durante la visita con il medico, è che la liposuzione non rappresenta un’alternativa alle diete dimagranti o all’attività fisica per tenere il nostro corpo in forma sia dal punto di vista funzionale che estetico bensì rappresenta, in tutte le sue declinazioni, una procedura complementare a quelle che in primis tendono a far diminuire di peso (diete) ed in seconda istanza a tonificare il più possibile la muscolatura e la pelle (attività fisica). Riassumendo il decalogo delle regole che portano ai migliori risultati, possiamo dire che il/la paziente deve prima calare di peso (qualora ovviamente se ne verifichi la necessità) rassodando i muscoli e la pelle facendo movimento ed in ultima istanza ricorrere alla chirurgia estetica ed in particolar modo alla liposuzione per ottenere i migliori risultati possibili.
Riassumendo il decalogo delle regole che portano ai migliori risultati, possiamo dire che il/la paziente deve prima calare di peso (qualora ovviamente se ne verifichi la necessità) rassodando i muscoli e la pelle facendo movimento ed in ultima istanza ricorrere alla chirurgia estetica ed in particolar modo alla liposuzione per ottenere i migliori risultati possibili.
La corretta valutazione, durante la visita specialistica, dello stato in cui versa la paziente, della quantità di tessuto adiposo da aspirare e l’individuazione della tecnica chirurgica più adatta permettono al Dott. Zorzetto, insieme al medico specializzato in anestesia e rianimazione, di individuare il giusto tipo e quantità di anestetico da somministrare alla paziente.
In particolare si utilizza l’anestesia locale (con o senza sedazione profonda) qualora la liposuzione sia volta ad eliminare modeste quantità di materiale che, se concentrato nella parte inferiore del corpo (come ad esempio natiche, cosce e gambe) induce il medico all’utilizzo di anestesia epidurale o spinale in modo tale che la paziente non senta dolore ma che rimanga cosciente.
Si opta, invece, per l’anestesia totale in due casi specifici: quando la liposuzione ha lo scopo di aspirare un’importante quantità di materiale (siamo quindi nel campo della mega-liposuzione) o quando ne viene fatta espressa richiesta da parte della paziente che non desidera essere cosciente in sala operatoria.
Durante la liposuzione tumescente (umida o wet lipo), una parte di anestetico (solitamente lidocaina) viene iniettata nella parte da trattare unitamente a soluzione salina ed adrenalina (vasocostrittore).
Una volta entrati in sala operatoria e dopo che l’anestesia abbia fatto il suo effetto comincia il lavoro di rimodellamento del corpo della paziente da parte del chirurgo estetico ed i suoi assistenti.
L’intervento di liposuzione ha inizio con modeste incisioni (2 o 3 millimetri per la liposuzione tumescente e poco più grandi per quella ultrasonica) nella zona da trattare, tali incisioni permettono l’inserimento delle cannule per l’aspirazione e queste ultime sono collegate ad una macchina aspiratrice oppure ad una grossa siringa in cui è stato creato il vuoto. Il materiale aspirato finisce in un contenitore graduato che permette al professionista di controllare esattamente la quantità di materiale asportato.
A seconda della tecnica utilizzata l’operatore spinge la cannula più o meno in profondità attraverso il pannicolo adiposo ed una volta arrivato nell’esatta zona da trattare, comincia l’iniezione del cosiddetto “cocktail tumescente” che, come detto, ha lo scopo di innescare l’azione vasocostrittiva al fine di minimizzare le perdite di sangue.
Con movimenti di “avanti ed indietro” l’adipe localizzato viene frantumato e conseguentemente aspirato. Anche le tecniche più moderne non permettono una selezione dei materiali da aspirare quindi insieme all’adipe vengono asportati anche quantità di fluidi quali ad esempio il liquido ematico ecco perché durante l’intervento di liposuzione e/o nell’immediato post operatorio è necessario ripristinarne il bilanciamento.
Terminato l’intervento di liposuzione, il/la paziente viene accompagnata dalla sala operatoria in una stanza appositamente preparata in cui si tratterrà per poche ore (regime di day-hospital) nel caso in cui sia stata utilizzata l’anestesia locale oppure fino al giorno successivo in caso di anestesia generale.
Nell’immediato post operatorio la paziente potrà riscontrare la presenza di ecchimosi di vario grado ed un leggero gonfiore nelle parti che sono state soggette a liposuzione in quanto, come detto in precedenza, durante la fase di frantumazione ed aspirazione del materiale adiposo alcuni vasi sanguigni sono stati lesi innescando la fuoriuscita di sangue. Tali ecchimosi andranno via via sparendo fino alla loro completa guarigione che, normalmente, si verifica in un tempo medio di 2 settimane. Il dolore è pressoché di modesta entità e comunque sempre controllabile attraverso la somministrazione di comuni analgesici.
Per favorire il processo cicatriziale ed ottimizzare la retrazione della pelle, nei giorni seguenti la liposuzione e per le successive 3 settimane la paziente dovrà indossare una guaina di contenimento che comunque non limita i movimenti ne condiziona l’abbigliamento. La deambulazione è un importante aiuto al processo di guarigione quindi deve essere iniziata, con la dovuta moderazione, lo stesso giorno in cui è prevista la liposuzione o il giorno successivo in caso di ospedalizzazione. L’attività lavorativa potrà essere ripresa, sempre con moderazione, nell’arco di una settimana mentre per l’attività sportiva (leggera) si dovranno attendere le tre settimane.
Le indicazione fornite circa la degenza ed il periodo post liposuzione o liposcultura in generale sono da considerarsi solo come linee guida poiché ogni persona reagisce in modo differente ed unico a qualsiasi tipo di intervento e quelli di chirurgia estetica non fanno eccezione.